Mi candido al consiglio regionale della Regione Campania.

Mi candido a casa mia, nella lista del Partito Democratico, a sostegno di Vincenzo De Luca.
Una casa che poco più che ragazzina insieme a tanti ho contribuito a costruire, a difendere e a rinnovare.
Mi candido per il #Sannio, per le pietre e i vicoli dei nostri borghi, per le case abbandonate e ricoperte dai rovi nelle nostre campagne, per i capannoni dismessi delle piccole zone industriali.
Mi candido per i sogni interrotti e partiti nelle valigie, per i pacchi di olio e conserve spediti sui corrieri, per i nonni che dallo smartphone salutano i nipotini.
Mi candido per una #generazione esclusa ed umiliata, che è povera pur lavorando, che è poco formata o troppo formata, marchiata dal luogo e dalla famiglia di origine.
Mi candido per le #donne, per la loro libertà di scegliere e progettare, per la forza con la quale portano il peso di un welfare inesistente.
Mi candido per la cultura, l’arte e la musica, per la bellezza dei nostri paesaggi e le peculiarità delle nostre tradizioni popolari.
Mi candido per il #diritto a “restare”, per il domani che arriva, per il #futuro che vogliamo costruire e, soprattutto, vivere.
Sarà un’avventura bellissima.#Campania2020 #PartitoDemocratico

Classe 1988, femmina, di provincia.

Non amo svegliarmi presto ma, in cambio, posso tirare fino a mattino.

Mi sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con 110 e lode a L’Orientale di Napoli con una tesi sull’Unione Europea.

Da piccina ho cambiato tantissimi lavori, dal capo della polizia al volontario di Emergency.

Oggi appartengo al cosiddetto popolo delle Partite IVA e ho dato vita al FEFE’, un piccolo gioiello nel borgo fantasma di Apice Vecchia.
Sarà che dietro ad una tavola imbandita e un buon calice di vino ho sempre fatto i miei discorsi migliori.

Si, perché l’altra mia grande passione (sarà che ho bevuto troppo in tenera età)  è la politica.
Di sinistra, militante, iscritta ad un partito dall’età di 15 anni, allora si chiamava Democratici di Sinistra, oggi Partito Democratico.

In perfetta vocazione minoritaria posso vantare di aver perso quasi tutti i congressi tenutisi negli ultimi anni e di essermi dimessa da Segretario regionale di Giovani Democratici per protestare contro le mutazioni genetiche della “politica moderna”, fatta di carrierismo cinico e di destini personali.

Una volta ho preso un ceffone in ascensore ma non ho imparato nulla, se non che avrei continuato a studiare, approfondire, confrontarmi, costruire un posto migliore.

Ps: non faccio sport ma guai a darmi un pallone da pallavolo.